Gli usi e costumi più pazzi del Sol Levante: dalle console per wc ai Love Hotel…

Body-sushi, carta igienica per smartphone, hotel a capsule, Rabbit Café e bambole dell’amore… l’immaginazione al potere!

 

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Arance sagomate: un regalo per lasciare a bocca aperta.

Uno tra gli omaggi più sorprendenti che i giapponesi usano fare ad esempio in occasione di una visita di cortesia è quello di regalare delle arance sagomate o comunque della frutta dalla forma insolita. Dai primi anni 2000 infatti in Giappone ha preso piede tra i coltivatori l’usanza di far crescere i frutti (soprattutto angurie, meloni ed arance) all’interno di particolari stampi di vetro. Ovviamente si tratta di produzioni comunque limitate e dal prezzo di mercato più alto rispetto la media.

 

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Auto decorate con i manga… le mitiche Itasha car!

Un Itasha è un’auto, in genere una sportiva a due porte, decorata con le immagini dei protagonisti di anime, manga e videogame giapponesi. Le decorazioni sono realizzate tramite particolari (e costose) pitture acriliche oppure, più di frequente, grazie all’utilizzo di speciali adesivi. Le automobili con queste vistose decorazioni sono appunto le Itasha, mentre i motocicli e le biciclette decorate sono chiamate rispettivamente Itansha e Itachari.

 

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Bambole da depilare: uno dei giocattoli più trash della storia.

Uno dei bambolotti più trash e per certi versi incomprensibili che si possono incrociare sugli scaffali di un negozio di giocattoli giapponese è la “Bambola da depilare”. A quanto pare dopo la bambola che balla la lap dance i giapponesi ne hanno inventata un’altra delle loro se vogliamo ancora peggio dell’originale. Questa bambola infatti, sulla cui confezione è riportata la scritta “you can shave the baby” (puoi radere il bambino) è pelosa, ma i peli possono essere rimossi in modo tale da ricostituire la pelle liscia come del resto non può che essere la pelle di un bambolotto.

 

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Bevanda al succo d’anguilla: un toccasana per le umide giornate estive.

E’ opinione diffusa tra i giapponesi che il consumo di anguilla è un rimedio molto efficace per contrastare il senso di spossatezza che si prova nelle giornate estive più calde e umide. Lo stile di vita contemporaneo del resto non sempre ci permette di bere o mangiare in modo adeguato, di assimilare quindi le vitamine, le proteine e i sali minerali indispensabili per il nostro benessere, quindi perché non inventare nuovi e pratici modi per assumere questi nutrimenti? E’ così che è nata questa particolare bevanda chiamata “Unagi nobori” con al suo interno, almeno stando all’etichetta, dell’ottimo estratto di anguilla!

 

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Bocca della verità in versione Pop.

A DiverCity, uno dei più grandi e scenografici centri commerciali di Tokyo trovate, nascosta tra file e file di negozi della grande distribuzione e ristoranti, una versione squisitamente pop della nostra “Bocca della Verità”. La Bocca della Verità, quella originale, è un antico mascherone in marmo che si trova nella chiesa romana di Santa Maria in Cosmedin. Il monumento in realtà si è fatto conoscere nel mondo grazie al film “Vacanze Romane” con protagonisti gli indimenticabili Audrey Hepburn e Gregory Peck. Ma cos’ha di tanto particolare la Bocca della Verità? Secondo una credenza popolare chi mette la mano nella fessura della bocca dopo aver mentito sarà morso!

 

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Body-sushi Nyotaimori… degustare sushi e sashimi dal corpo di una donna!

Il Nyotaimori o body sushi è la pratica di consumare sushi e sashimi dal corpo di una donna, in genere nudo. Pare che si tratti di una tradizione giapponese destinata prevalentemente (anche se non esclusivamente) ad un pubblico maschile. Dopo essere stata adeguatamente addestrata a rimanere immobile per diverse ore e a sopportare la temperatura più fredda di sushi e sashimi la modella è pronta per essere trasformata in “vassoio vivente”. Prima però, la ragazza, deve sottoporsi ad una depilazione accurata quindi ad un bagno caldo con uno speciale sapone neutro.

 

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Bondage delle origini… le sculture viventi dell’antica arte dello Shibari!

Lo Shibari è un’antica arte erotica giapponese basata su armonia, estetica e piacere. Con corde del tutto naturali realizzate in canapa, juta o seta, si crea un’immagine armonica del corpo della persona legata in modo da esaltarne le forme e trasformarla così in una specie di scultura vivente. In realtà lo Shibari, che può essere praticato solo ed esclusivamente da persone con una formazione specifica alle spalle, non mortifica il corpo, come potrebbe sembrare ad un primo sguardo, ma al contrario lo celebra in tutta la sua bellezza plastica.

 

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Cani su passeggino: la triste sorte dei discendenti del lupo.

Passeggiando tra le strade più commerciali delle grandi metropoli giapponesi come Tokyo, Yokohama ed Osaka è possibile imbattersi, soprattutto durante il weekend, in donne che scarrozzano l’amato Fido a bordo di veri e propri passeggini per bambini. Come se non bastasse i poveri cagnetti sono anche costretti ad indossare scomodi fiocchi e bizzarre tutine colorate di gusto kitsch.

 

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Carta igienica per smartphone!

Se entrate nei bagni dell’Aeroporto Internazionale di Narita, nei pressi di Tokyo, trovate, accanto al classico dispenser per la carta igienica dei piccoli distributori per carta igienica per smartphone. Si tratta di mini-rotoli posizionati vicino a quelli standard della normale carta, sui quali, in lingua inglese, sono stampate non solo le istruzioni per l’uso che esortano i turisti a pulire il dispaly del loro smartphone (sul quale a dire il vero è spesso presente un’alta carica batterica) ma anche indicazioni per accedere al Wi-Fi in aeroporto.

 

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Cibo iperrealista: l’arte del Sampuru.

Il Sampuru è una pratica artigianale che consiste nel creare riproduzioni fedelissime all’originale di una grande varietà di alimenti e pietanze. Questa tecnica è apprezzata soprattutto dai ristoratori che hanno cosi modo di sottoporre al turista un menu in 3D evitando il problema della lingua (in molti ristoranti giapponesi infatti non si usa la lingua inglese). L’idea risale al 1917 quando un imprenditore, Takizo Iwasaki, fondò una piccola azienda pubblicitaria per la promozione dei prodotti alimentari. L’idea, che si rivelò vincente, era quella di utilizzare al posto dei normali disegni delle riproduzioni in cera (oggi sostituita con resine speciali) degli alimenti da promuovere.

 

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Cocomeri al cubo: le angurie che si incastrano.

Dai primissimi anni 2000 i contadini giapponesi hanno iniziato a produrre delle speciali angurie di forma cubica. L’idea nasce per ottimizzare al massimo il posto disponibile all’interno delle celle frigorifere e sui banchi del mercato. Le angurie cubiche infatti sono perfette per essere disposte una accanto all’altra senza che ci sia perdita di spazio e senza che i cocomeri rotolino uno sull’altro. La forma è ottenuta mettendo le angurie in particolari fogge di vetro mentre stanno ancora crescendo.

 

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Coffe ramen: uova, banana, salame, kiwi, gelato al cioccolato e… caffè.

Tra le tante specialità che si possono assaggiare in una grande metropoli come Tokyo ce n’è una che lascia abbastanza perplessi, il Coffee ramen. Questo piatto consiste in del ramen tradizionale (il ramen è un piatto giapponese che ricorda dei spaghettini in brodo) condito con uova soda, banana, salame, kiwi, gelato al cioccolato e… due chicchi di caffè. Una ciotola di Coffe ramen costa all’incirca sette euro.

 

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Console per WC… giocare ai videogame mentre si fa la pipì!

Com’è noto in Giappone la console per videogame è quasi un oggetto di culto. Questi giocattoli tecnologici in realtà sono talmente apprezzati nel Sol levante che la SEGA, colosso nipponico del settore videoludico, ha deciso di testare una serie di console per WC. In alcuni bagni pubblici maschili di Tokyo infatti sono stati installati degli orinatoi a parete collegati ad un monitor LCD, all’avventore non rimane che selezionare uno dei quattro mini-game disponibili ed urinare. Il gioco consiste sostanzialmente nel dirigere il getto di pipì in modo tale da colpire dei bersagli che compaiono a monitor.

 

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Cuscini dell’amore: il fenomeno dei 2D Lovers.

Nata pochi anni fa nel quartiere Akihabara di Tokio la moda Moe si sta rapidamente diffondendo in altre grandi città giapponesi. Ma cos’è il Moe? Si tratta sostanzialmente di una sotto-cultura collegata al mondo degli anime, dei manga e dei videogame. Chi aderisce al Moe è chiamato “2D Lovers”, uomini a cui piace passare buona parte del proprio tempo libero in compagnia di grandi e morbidi cuscini raffiguranti personaggi femminili di manga ed anime. Inutile dire che il più delle volte i personaggi raffigurati su questi “cuscini da compagnia” sono belle ragazze dalle pose ammiccanti e sensuali.

 

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Danza dell’innamoramento… la Koi dance.

La koi-dance (“danza dell’innamoramento”) è un buffo balletto che chiude una popolare serie tv giapponese dal titolo “Nigeru wa haji da ga, yaku ni tatsu” (“Fuggire è una vergogna, ma torna comodo”). Questa danza, dai tratti ingenui e molto nipponici, si è trasformata nel giro di poco tempo in un fenomeno virale. A decretare il successo della koi-dance è stato soprattutto youtube grazie ai tanti video con le improbabili performance di ballerini principianti. Una volta diventata un fenomeno di costume la koi-dance è sbarcata anche in televisione, qui a confrontarsi con il curioso balletto sono soprattutto star affermate del mondo dello spettacolo.

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Distributori automatici di mutandine usate e non lavate!

Che la cultura giapponese fosse abbastanza maschilista e sessista lo si sapeva, ma che arrivassero al punto da distribuire slip usati femminili per soddisfare le curiose (e un po’ perverse) pulsioni maschili… bè questo lascia abbastanza attoniti. Nel paese del Sol levante infatti c’è tutto un business che ruota intorno alla vendita di biancheria intima femminile usata. Mettendo i soldi all’interno delle apposite macchinette si possono acquistare confezioni di mutandine usate con tanto di foto e età della ragazza che l’ha indossate. Oltre ai distributori automatici esistono anche appositi negozi “specializzati” chiamati Burusera shop (qui oltre agli slip si possono comprare tute da ginnastica, divise scolastiche, pantaloncini, costumi da bagno e calzini tutti ovviamente usati e non lavati).

 

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Facekini… rapinatrici da spiaggia!

Tra le bagnanti giapponesi si è diffusa una moda che, almeno all’occhio di un occidentale, lascia quanto meno perplessi, quella dei costumi integrali. Importati dalla Cina i cosiddetti “Facekini” sono dei costumi da bagno che hanno la caratteristica di coprire totalmente il corpo, dalla testa ai piedi (in realtà esistono anche i Facekini che coprono solo la testa). Lo scopo è quello di schermare completamente la luce del sole in modo da preservare la pelle chiara, prerogativa di bellezza sia per le donne giapponesi che cinesi. I Facekini possono essere a tinta unita oppure vivacemente decorati.

 

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Fanbrella: l’ombrello parasole con ventilatore incorporato.

L’estate giapponese può essere molto calda ed estremamente umida al punto che, in alcune giornate, si possono raggiungere i 30 gradi e contemporaneamente avere la pioggia. Se ci mettiamo il fatto che le donne giapponesi non amano affatto l’abbronzatura è facile capire che in Giappone l’ombrellino parasole è più che un semplice ombrello. A riprova di ciò è il fatto che nei centri commerciali si vendono i “Fanbrella”, ombrelli parasole e parapioggia con mini ventilatore incorporato. Sembra che abbassino la temperatura corporea di ben 3°C, per contro però pesano 600 grammi e richiedono tre batterie AAA per una durata d’utilizzo di appena un paio d’ore.

 

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Festa nudista per scacciare i maligni… Hadaka Matsuri!

Hadaka Matsuri è una festa tradizionale giapponese nella quale i partecipanti indossano il tipico perizoma cerimoniale, il fundoshi, oppure sono completamente nudi. La tradizione shintoista prevede, durante la cerimonia, la selezione casuale di un individuo chiamato “Uomo nudo” o “Uomo dello spirito” che ha il ruolo di assorbire tutta la sfortuna dei pochi che riusciranno a toccarlo (questo fa sì che ad una certo punto la manifestazione si trasformi in una specie di bolgia alla fine della quale il “prescelto” dovrà ricorrere alle cure del medico per via delle numerose abrasioni ed ematomi causate dagli altri partecipanti al rito che faranno di tutto per toccarlo). L’Hadaka Matsuri più famosa di tutto il Giappone si svolge nella città di Okayama, sede di origine del rito.

 

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Festa del pene di ferro: la leggenda della vagina dai denti affilati.

Il 3 aprile nella città di Kawasaki si celebra la festa di Kanamara Matsuri, traducibile come “festival del pene di ferro”. Si tratta di una celebrazione shintoista della fertilità che nasce da una leggenda a dir poco curiosa: la vagina di una giovane donna fu maledetta da un demone dai denti affilati, il risultato fu che i primi due mariti di questa donna finirono castrati durante la prima notte di nozze. Fu allora che un fabbro locale si fece avanti e forgiò un pene di ferro che ruppe i denti del demone liberando la donna dalla maledizione. Oggi altari e decorazioni sono costruiti in onore di questo “straordinario” pene per non dire dei dolcetti dalla forma inequivocabile che si vendono in città durante tutta la durata della manifestazione.

 

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Festival della fertilità con fallo gigante di 280 kg di peso!

Lo Hōnen Matsuri è il festival della fertilità celebrato il giorno 15 marzo di ogni anno in Giappone. La manifestazione si connota soprattutto per via delle enormi sculture falliche (280 kg di peso per 2,5 m di lunghezza) che vengono trasportate a spalla lungo tutto il corteo del festival da alcuni monaci shintoisti. Il simbolo fallico utilizzato nella manifestazione altro non è che un auspicio alla prosperità (Hōnen infatti significa “prospero anno” o “prospero raccolto”). Lo Hōnen Matsuri particolarmente rinomato è quello che si svolge nel villaggio di Komaki a circa a 400 km da Tokyo.

 

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Festival dei Pokémon giganti di Yokohama.

I Pokémon, le simpatiche e un po’ buffe creaturine gialle protagoniste di videogame e cartoon, sono talmente popolari in Giappone che nella città di Yokohama si svolge un festival annuale a loro interamente consacrato, il “Pikachu Outbreak!”. Giunto ormai alla sesta edizione il Festival dei Pokémon è una vera e propria parata dove centinaia di Pokémon giganti sfilano tra due folte schiere di curiosi e turisti. Nelle ultime edizione agli spettacoli diurni si sono aggiunti degli appuntamenti serali, qui decine di Pokémon appaiono circondati da effetti di luce, fuoco, fumo e acqua grazie ad una serie di tecnologie ed effetti speciali di ultima generazione.

 

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Gatto che dà il benvenuto… il Maneki neko.

Entrando in un ristorante o in un negozio giapponese spesso ci si imbatte in piccole statuine in porcellana o ceramica raffiguranti un gatto con la zampetta alzata in segno di saluto. Questo curioso oggetto dalle fattezze vagamente pop in realtà è un tradizionale portafortuna giapponese chiamato “Maneki neko” (anche noto come “gatto che dà il benvenuto”, “gatto della fortuna” o “gatto del denaro”). Compito del Maneki neko infatti è quello di propiziare un buon affare oppure la buona salute.

 

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Hotel a capsule… spazi ultra ridotti dove pernottare a buon mercato.

Un hotel a capsule o albergo capsulare è una struttura ricettiva ad occupazione estremamente densa diffusa soprattutto nelle grandi città giapponesi come Tokyo, Yokohama, Osaka ecc… In pratica si tratta di hotel dove gli ospiti vengono fatti alloggiare in appositi spazi di circa 2 m di lunghezza per 1 m di larghezza e 1,25 m di altezza. Oltre all’occorrente per riposare il cliente ha generalmente a disposizione una piccola tv e altri congegni per l’intrattenimento videoludico. Le docce, cosi come qualsiasi altro servizio extra, si pagano a parte.

 

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Kawaii Monster Cafe: uno dei più famosi e colorati locali di tutta Tokyo.

Creato dal noto designer Sebastian Masuda il Kawaii Monster Cafe è probabilmente una delle location di Tokyo più famose almeno tra i giovani. Il locale si trova nel vivace quartiere di Harajuku e assomiglia a una specie di circo psichedelico dai tratti infantili e ipercolorati. Nel Kawaii Monster Cafe infatti trovate la giostra di orsetti e caramelle gommose a grandezza naturale piuttosto che il cocktail bar con le meduse giganti, per non parlare poi dei scintillanti spettacoli messi in scena da giovani performer agghindati nei modi più stravaganti.

 

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La casa delle belle addormentate… la Soine-Ya!

Qualche anno fa a Tokyo ha inaugurato il primo Soine-Ya (“negozio dove dormire insieme”). In questi luoghi gli uomini possono addormentarsi accanto a una ragazza di età compresa tra i 17 e i 25 anni senza però poter avanzare alcun tipo di richiesta sessuale. In una Soine-Ya con soli € 10,00 di spesa si può ad esempio riposare fra le braccia della ragazza per tre minuti oppure fissarla negli occhi per un minuto. Per il doppio della spesa si può invece ricevere un massaggio ai piedi per tre minuti oppure, sempre per lo stesso lasso di tempo, far riposare la ragazza con la testa appoggiata sulle proprie gambe.

 

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Love Hotel: gli alberghi dell’amore dove “riposare” in compagnia.

I Love Hotel, gli “alberghi dell’amore”, sono particolari strutture alberghiere (quasi sempre off-limits per i turisti) dove si possono affittare delle stanze per brevi periodi di tempo. Le stanze sono generalmente a tema, insonorizzate e dotate di vasca idromassaggio, tv al plasma e tutta una serie di accessori e arredi atti a “scaldare” l’ambiente. Le tariffe di questi particolari hotel variano in base al tempo di utilizzo (si possono affittare per una o due ore oppure per intere notti o weekend).

 

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Maid café: i locali dove si viene serviti da cameriere vestite da governanti.

Un Maid Cafe è un locale in cui si possono consumare cibi e bevande presentate con una grande cura e servite da cameriere in abiti particolari, in genere vestite da governanti con pizzi e merletti oppure abbigliate con un look “dark Lolita” o ancora vestite da studentesse, da Hello Kitty o in abiti castigati. Altra particolarità di questi locali è che le giovani cameriere si rivolgono al cliente chiamandolo “master” (padrone) se è un uomo e “princess” (principessa) se è una donna. Ovviamente i prezzi delle consumazioni dei Maid Cafè sono un po’ più alti rispetto la media degli altri locali.

 

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Maschera antipolline: il casco integrale per chi soffre di allergie.

La Maschera anti polline è un particolare casco simile per certi versi a quello dei palombari o degli apicoltori. In sostanza si tratta di un copricapo in tessuto sintetico che dovrebbe garantire (il condizionale è d’obbligo) a chi lo indossa un ambiente pulito e libero dai fastidiosissimi pollini che, soprattutto in primavera, creano non pochi problemi a chi soffre di allergie. Ad agevolare il ricircolo d’aria all’interno della maschera ci pensa una ventolina alimentata tramite una semplice porta USB.

 

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Maschere per i piedi: il toccasana per calli e pelle morta.

Le maschere per i piedi sono particolari trattamenti cosmetici molto in voga in Giappone. Sostanzialmente si tratta di speciali maschere da indossare come un calzino per un periodo di tempo limitato (in genere non più di un’ora). Una volta utilizzata la maschera va gettata via. Anche se agli inizi non sembrano esserci effetti particolari già dopo la prima settimana di trattamento calli e pelle morta, quella che si forma ad esempio sotto i talloni, scompariranno come per miracolo (almeno così recita la réclame del prodotto).

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Metropolitana per sole donne… a Tokyo vagoni anti palpeggiamento!

Durante le ore di punta dei giorni feriali la metropolitana di Tokyo è presa d’assalto da una folla tanto numerosa quanto disciplinata di pendolari. La disciplina però non sempre è rispettata da tutti. Una volta saliti nel vagone del treno infatti pare che ci siano alcuni uomini che approfittano degli spazi stretti e della calca per fare la “mano morta” con le donne. Per ovviare a questo problema l’azienda che gestisce la metro della capitale ha pensato bene di creare, negli orari più a rischio, dei convogli riservati esclusivamente al gentil sesso.

 

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Neko Café: fare colazione mentre si coccola un gatto.

Nei primi anni duemila le grandi città giapponesi, con Tokyo in testa, hanno assistito ad un vero e proprio boom dei cosiddetti Neko café. Questi locali, simili per certi versi ai nostri bar, hanno come attrattiva principale la presenza al loro interno di diversi gatti da compagnia. In un Neko café infatti il cliente può ordinare la colazione e al contempo coccolare o giocare con uno dei diversi gatti presenti in sala. Lo staff del locale ovviamente vigilerà affiche’ una serie di regole per la tutela dell’animale vengano rispettate. Pare che il successo dei Neko café sia da attribuirsi al divieto, vigente in molti condomini soprattutto delle grandi città, di poter tenere dentro casa animali domestici di qualsiasi tipo.

 

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Okunoshima… l’isola dei conigli.

Okunoshima è una piccola isola del Giappone diventata famosa nel mondo perché letteralmente invasa da conigli. L’isolotto, chiamato anche “Isola dei conigli”, pare abbia ospitato fino alla seconda guerra mondiale una fabbrica di armi chimiche. Secondo alcuni infatti i conigli erano inizialmente utilizzati per testare i gas velenosi (non troppo efficaci evidentemente visto i risultati) e, una volta chiusa la fabbrica, i simpatici animali avrebbero iniziato a riprodursi in modo incontrollato fino ad invadere la terraferma. Secondo altri invece a portare i conigli ad Okunoshima furono un gruppo di studenti nei primissimi anni ’70.

 

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Pisolino ristoratore… il rituale dell’Inemuri!

In Giappone è facile imbattersi, ad esempio all’interno della metropolitana, in persone che schiacciano un pisolino (talvolta anche stando in piedi!). La cultura giapponese prevede infatti che i lavoratori possano schiacciare un sonnellino ristoratore per riprendersi dalle fatiche quotidiane, il tutto però senza sdraiarsi ma rimanendo seduti. Si tratta dell’Inemuri (“riposo sul lavoro”) ed è una vera e propria istituzione, al punto che alcuni impiegati giapponesi si trovano a fingere l’inemuri per dimostrare di lavorare più di quanto facciano realmente.

 

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Poggiatesta grembo per uomini single e manager ultra impegnati.

In Giappone ci sono parecchi single, sia uomini che donne, fin qui nulla di strano, sembra però che una discreta percentuale degli uomini single in età matura sia addirittura vergine (e qui già la cosa è meno normale). Se ci mettiamo il fatto che gli uomini giapponesi, a cominciare dai manager, sono talmente impegnati sul lavoro da avere pochissimo tempo da dedicare alle relazioni con l’altro sesso, non appare affatto strano che abbiano successo in Giappone dei particolari poggiatesta a forma di grembo femminile dove poter schiacciare un pisolino ristoratore. Con questi aggeggi infatti sia i single che gli stacanovisti hanno modo di “coccolarsi” senza doversi cercare una donna disposta a fargli da cuscino!

 

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Porte dei templi in miniatura in funzione anti pipì… i mini Torii.

Nelle città giapponesi è facile imbattersi di tanto in tanto, appoggiati sui muri oppure negli angoli delle strade, nei cosiddetti mini torii (i torii veri e propri sono i portali d’accesso ai santuari shintoisti). Si tratta sostanzialmente di piccole riproduzioni di legno talvolta sostituite da semplici disegni sul muro realizzati con della vernice rossa. Questi mini portali hanno una funzione dissuasiva contro atti anti igienici come lo scarico abusivo di rifiuti oppure come il fenomeno della pipì dei cani.

 

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Rabbit Café: bere un tè in compagnia di simpatici coniglietti.

In città come Tokyo i locali dove è possibile sorseggiare una tazza di tè in compagnia di animali sono relativamente numerosi. Oltre agli ormai noti Neko café o Cat café come dir si voglia, stanno prendendo piede in città i cosiddetti “Rabbit Café”, ovvero locali dove apprezzare la compagnia di simpatici coniglietti mentre si fa la colazione. Il principio è simile a quello dei Cat café. Al suo arrivo il cliente deve togliersi le scarpe e lavarsi le mani, quindi si può accomodare e fare l’ordinazione (in genere in questi locali si paga oltre la consumazione un ingresso su base temporale). A questo punto al cliente non rimane che attrarre uno dei diversi coniglietti presenti in sala utilizzando delle verdurine oppure particolari giochi.

 

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Ragazze sushi e ragazze gamberetto… i bizzarri gashapon giapponesi!

Il gashapon è un tipo di gadget, solitamente un pupazzetto di plastica montabile in pochi pezzi oppure un ciondolo o un portachiavi, distribuito in macchinette automatiche all’interno di particolari capsule in plastica trasparente. Tra i gashapon più popolari in Giappone, oltre a quelli che si ispirano a famosi personaggi di anime e manga, ci sono quelli che riproducono soggetti femminili in combinazione con alcune pietanze tipiche della cucina giapponese come suhi, sashimi ecc…

 

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Real Dolls… le bambole dell’amore da prenotare per “weekend romantici”.

Le Real Dolls sono le famose “bambole dell’amore” in voga soprattutto tra i manager giapponesi. Sostanzialmente si tratta di riproduzioni fedeli e a grandezza naturale realizzate in poliuretano e silicone molle (materiali che rendono una sensazione al tatto simile a quella della pelle umana). Le Real Dolls hanno generalmente un’ottima fattura motivo per cui il prezzo d’acquisto è abbastanza alto (la più economica parte dai € 4.500,00). Ultimamente, per rendere le bambole dell’amore accessibili ai più, sono nate in Giappone delle agenzie in cui le Real Dolls possono essere affittate per circa € 30,00 l’ora oppure prenotate per un “weekend romantico” (in questo caso si spende circa € 200,00).

 

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Robot badanti e Robot da compagnia: Robina e Humanoid.

Se ci si vuole fare un’idea di come sarà il domani forse il Giappone è il paese che meglio di altri sa offrire delle risposte. In questi ultimi anni infatti aziende nipponiche come Toyota hanno messo a punto una serie di robot avanzati che ci catapultano nel futuro prossimo. E’ il caso di Robina, un social robot dalle sembianze femminili in grado di lavorare in casa, prendersi cura degli anziani oppure interagire all’interno di un contesto sanitario. Oltre a Robina sta per vedere la luce Humanoid robot, un androide in grado di camminare in modo simile ad un essere umano ma anche di afferrare degli oggetti o suonare strumenti musicali.

 

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Robot Restaurant: il futuristico locale dalla vena pop e psichedelica.

Tra i locali di Tokyo più gettonati in assoluto, soprattutto tra i giovani, c’è il Robot Restaurant (distretto di Shinjuku). All’interno di questa originale location trovate allestimenti ad alto impatto scenografico e camerieri vestiti nei modi più stravaganti. Il punto forte del Robot Restaurant sono senz’altro i suoi sfavillanti e coloratissimi show a base di luci laser, battaglie di dinosauri, robot luccicanti, fuochi d’artificio e performance bizzarre. Il tutto viene condito con della musica pop sparata ad alto volume.

 

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Santuario dedicato al culto del seno femminile… il Karube Shrine.

A Sōja in Giappone esiste un santuario, il Karube Shrine, dedicato esclusivamente al culto dei seni femminili. Il sacrario, consacrato a “Chichigamisama” la dea dei seni, è visitato ogni anno da migliaia di donne che vi si recano per chiedere una grazia oppure per un buon auspicio. E’ infatti credenza popolare che la visita a questo santuario possa favorire la nascita di un bambino, la produzione di latte materno o addirittura possa curare da malattie gravi come il cancro al seno.

 

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Smartphone con custodia a forma di mano per sentirsi più vicini ai propri cari.

Tra le stranezze uscite ultimamente dall’industria giapponese c’è ne è una che forse le batte tutte, una custodia per smartphone con la presa a forma di mano. Forse memore della celebre “mano” della Famiglia Addams questa particolare impugnatura in silicone è stata creata, a detta della stessa casa produttrice, per offrire a chi sta telefonando la sensazione di poter quasi toccare il proprio caro/a o comunque chi è dall’altra parte del telefono. Insomma un placebo per quello che sembra essere diventato uno dei maggiori problemi sociali per i giapponesi che vivono nelle grandi città, il senso di lontananza dai propri affetti.

 

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Spia del cerume… il salutismo integralista kenkou otaku!

I giapponesi si sa sono una popolazione abbastanza rigida e dalle regole inflessibili. Soprattutto sul posto di lavoro non si fanno sconti a nessuno e in caso di malattia, salvo che per gli impiegati pubblici, possono scattare sanzioni fino al licenziamento. Nella mentalità giapponese infatti ognuno di noi è responsabile per il proprio stato di salute quindi se ci si ammala non si può pretendere che l’azienda sia comprensiva più di tanto. E’ in questo contesto che nel paese del Sol levante ha preso piede il fenomeno dei “kenkou otaku”, fanatici della salute ossessionati dalla prevenzione a tutti i costi. Tra i molti strumenti utilizzati dai kenkou otaku per monitorare il proprio stato di benessere fisico c’è ne è uno abbastanza singolare, una particolare sonda per verificare la presenza di cerume all’interno delle proprie orecchie.

 

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Stringinaso raddrizzatore: donne giapponesi con nasino alla francese.

Negli ultimi anni in Giappone ha preso piede, soprattutto tra le giovani donne, l’utilizzo di una particolare clip di plastica e silicone chiamata Hana Tsun Nose Straightener”. Questo aggeggio, che va usato per venti minuti al giorno, altro non è che uno “stringinaso professionale”. Addio quindi vecchia molletta, se si vuole il naso all’occidentale, sogno nel cassetto di moltissime ragazze del Sol levante, c’è oggi uno strumento ad hoc opportunatamente creato per ottenere quel risultato. Gli ingegneri che l’hanno progettato infatti sostengono che le cartilagini del naso, spinte quotidianamente all’interno verso il setto nasale, assumano via via una forma più stretta e sottile.

 

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Tanbo art: maxi disegni creati con le piante di riso.

Originaria del villaggio di Inakadate nell’isola di Honshū la Tanbo Art (“arte della risaia”) è una particolare forma di land art giapponese. Sostanzialmente si tratta di piantare, seguendo un preciso schema progettuale, diverse varietà di riso una accanto all’altra. Sfruttando le differenti tonalità di colore del fogliame all’interno della risaia si potranno così ricostruire una serie di immagini di grandi dimensioni. I temi di queste maxi grafiche sono i più svariati, si va infatti dalle classiche riproduzioni artistiche ai protagonisti di cinema e manga fino a figure della tradizione giapponese come samurai e geisha.

 

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Teatro Kabuki… il teatro di sole donne divenuto teatro di soli uomini.

Il Teatro Kabuki è un genere teatrale tradizionale giapponese. Fondato nel 1603 da Izumo no Okuni, attrice e ballerina, il Kabuki era, almeno agli inizi, una forma d’arte tutta al femminile (anche i ruoli tipicamente maschili erano infatti coperti da donne). Le sue attrici, che spesso si prostituivano, entrarono ben presto nelle mire dei feudatari dell’epoca che arrivavano a litigarsele a suon di spade. Fu così che, nel 1642, per motivi di morale pubblica, il Teatro Kabuki fu convertito da femminile in maschile. Ancora oggi infatti gli attori che mettono in scena gli spettacoli Kabuki sono esclusivamente uomini alcuni dei quali specializzati proprio nell’interpretare ruoli femminili.

 

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Vibe bar… il bar specializzato in vibratori e sexy toys!

Nella affollata e ultramoderna Tokyo si trovano locali di tutti i tipi e per tutti i gusti, nel distretto di Shibuya comunque se ne trova uno che, in quanto ad originalità, non ha nulla da invidiare a tutti gli altri, il “The vibe bar wild one”. Si tratta sostanzialmente di un bar specializzato in vibratori e sexy toys il cui ticket d’ingresso costa circa € 25,00 e dura 90 minuti (terminati i quali si deve necessariamente lasciare il tavolo). Il biglietto comprende due cocktail e permette al contempo di sperimentare ogni genere di giocattolo sessuale presente all’interno del locale facendosi coadiuvare, al bisogno, da personale bilingue.

 

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WC con bidet incorporato e musichetta copri rumori… il washlet!

Nel Sol levante l’igiene è una cosa seria, non è un caso infatti se all’interno dei bagni pubblici e privati si trovano spesso al posto dei semplici water i famigerati washlet giapponesi. Si tratta sostanzialmente di water super tecnologici (spesso anche super complicati) che oltre ad assolvere il loro compito basilare, sciacquano, fanno il bidet (con modalità diverse in base al sesso che lo utilizza e alla zona che si intende lavare), asciugano, massaggiano, si auto-puliscono, deodorano e suonano musichette (in funzione anti rumori fisiologici!). Come se non bastasse i washlet si aprono da soli ed hanno la tavoletta riscaldata, cosa molto apprezzata nel periodo invernale.

 

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Zampe di pollo fritte e caramellate… lo snack croccante!

In fatto di snack in Giappone sono secondi forse solo agli USA e questo principalmente per due motivi: il primo è che il giapponese medio è, a causa degli orari di lavoro e la lontananza da casa, spesso costretto ad alimentarsi in modo veloce e poco salutare, il secondo motivo è che, soprattutto nelle grandi città come Tokyo, i distributori automatici sono tra gli apparecchi più diffusi. Questi due motivi combinati tra loro fanno sì che ci sia un grande smercio, soprattutto in strada e nei luoghi pubblici, di snack e merendine. Tra gli snack più “particolari” che si vedono in giro oggi in Giappone ci sono senz’altro le zampe di pollo fritte e caramellate!

 

japan selection daje de sushi

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