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10 cose pop australiane: dal boomerang alla vegemite fino al monolite sacro agli aborigeni…

L’Australia è una terra abitata da circa 40.000 anni, da quando i progenitori degli australiani aborigeni arrivarono dall’odierno sud-est asiatico. Poi in tempi relativamente recenti, alla fine del ‘700, arrivarono gli inglesi seguiti da immigrati cinesi, italiani, tedeschi, vietnamiti, indiani ecc.. Oggi l’Australia è un paese moderno i cui usi e costumi riflettono questo stratificarsi di culture e sensibilità diverse anche molto distanti tra loro.

 

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Boomerang australiano: il “bastone che ritorna” utilizzato in origine dagli aborigeni per andare a caccia.

Il boomerang è un arma da “getto” introdotta in epoche primitive dai popoli nativi australiani che la utilizzavano soprattutto per la caccia. Fu il Capitan Cook che nel 1770, sbarcando sulle rive dell’Australia, vide questo strumento adoperato dagli aborigeni della tribù Turaval. Gli indigeni chiamavano questo oggetto “bu-mar-rang” (“bastone che ritorna”) da qui il nome “boomerang”. Sostanzialmente il boomerang è un utensile in legno dalla caratteristica forma ricurva, se lanciato correttamente infatti è propria questa sua tipica foggia ad imprimere all’oggetto una traiettoria ellittica che lo fa tornare alla persona che l’ha lanciato.

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Corno australiano o didgeridoo: l’antichissimo strumento a fiato tipico delle popolazioni aborigene.

Il corno australiano, detto didgeridoo, è un antico strumento a fiato caratteristico dei popoli aborigeni. E’ considerato uno dei primi strumenti aerofoni in assoluto tanto è vero che le sue origini si fanno risalire ad epoche primitive. Classificato come strumento musicale nella categoria degli aerofoni ad ancia labiale, il didgeridoo può avere forme variabili. Le più comuni forme di corno australiano sono quelle coniche, con un progressivo allargamento della colonna interna a partire dal lato dell’ancia, molto usata è anche la forma perfettamente cilindrica, non è insolito tuttavia trovare didgeridoo che presentano forme irregolari, contorte o serpentine.

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Football australiano: lo sport simile al rugby giocato su enormi campi d’erba grandi quattro volte un normale campo da calcio.

Il football australiano (australian rules football) è lo sport nazionale nonché l’attività atletica più praticata nel paese dei canguri. Viene giocato fra due squadre di diciotto giocatori (con quattro giocatori di riserva con sostituzioni volanti) sui campi di cricket o altri campi in erba sempre di forma ovale. Questi campi variano nelle dimensioni, possono essere lunghi fino a 185 metri e larghi fino a 155, dunque rappresentano i campi da gioco più grandi di tutti quelli usati nelle diverse forme di football (sono grandi quasi quattro volte un normale campo di calcio!). Il gioco inoltre si caratterizza per il movimento veloce e libero della palla (non esiste il fuorigioco).

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Graffiti aborigeni: le pitture rupestri del Parco Nazionale del Kakadu.

La pittura rupestre dei popoli aborigeni veniva realizzata in epoche preistoriche, attraverso tecniche diverse, sulla superficie di pareti rocciose spesso situate all’interno di caverne o in luoghi difficilmente accessibili. I siti prescelti per queste forme di arte primitiva avevano spesso un importante significato spirituale per le comunità del posto, e non di rado i nuovi dipinti venivano realizzati sulla stessa parete usata per dipinti più vecchi. I graffiti rupestri più famosi di tutta l’Australia si trovano all’interno del Parco Nazionale del Kakadu, a circa 253 chilometri a est della città di Darwin (Australia del nord).

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Opale: il minerale iridescente nato, stando a una leggenda aborigena, quando un arcobaleno cadde sulla terra.

L’opale è la “pietra nazionale” australiana (vi sono infatti negozi specializzati nel commercio di queste particolari pietre in tutte le principali città e centri turistici del paese). Il colore del minerale varia dal trasparente al nero passando per una infinità di toni intermedi (bianco latte, verde, rosso, giallo, marrone ecc..). Caratteristica dell’opale è la sua iridescenza, secondo una leggenda aborigena infatti la pietra assunse i suoi caratteristici colori quando un arcobaleno cadde sulla terra. L’Australia produce il 95% degli opali del mondo.

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Street art a Melborne: la moderna metropoli australiana diventata una mecca per i nipotini di Keith Haring.

La street art, una forma di arte urbana realizzata prevalentemente in spazi pubblici, ha trovato nella città di Melbourne una delle sue capitali a livello internazionale. Questa particolare forma di arte metropolitana infatti, a partire dai primi anni 2000, ha goduto di un certo sostegno da parte delle diverse amministrazioni che hanno governato Melbourne negli ultimi due decenni. Nella metropoli australiana ormai sono tantissimi gli spazi pubblici (edifici, piazze, strade, vicoli ecc..) in cui gli street artist, molti dei quali conosciuti a livello internazionale, possono dare libero sfogo alla loro creatività.

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Sydney Opera House: uno dei simboli d’Australia eletto nel 2007 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La Sydney Opera House è l’edificio forse più famoso e riconoscibile di tutta l’Australia. L’opera, progettata dall’architetto danese Jørn Utzon, è considerata un gioiello dell’architettura moderna. Situato nella baia di Sydney l’edificio è immediatamente riconoscibile dal profilo dei gusci a sezione sferica del tetto che ricordano delle gigantesche vele gonfiate dal vento. La Sydney Opera House è composta al suo interno da cinque grandi sale che ospitano ogni anno eventi e manifestazioni culturali (spettacoli teatrali, balletti, concerti ecc..) di portata internazionale. Dal 2007 la Sydney Opera House è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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Uluṟu – Ayers Rock: il monolite sacro agli aborigeni che cambia colore in base all’ora e alla stagione.

Uluṟu (Ayers Rock) è il più imponente massiccio roccioso dell’outback australiano. Visibile da decine di chilometri di distanza il monolite è celebre per la sua intensa colorazione rossa che muta in maniera spettacolare (dall’ocra all’oro, dal bronzo al viola) in funzione dell’ora del giorno e della stagione. Il massiccio, che gli aborigeni considerano un luogo sacro, si è trasformato nel tempo in una vera e propria icona di tutta l’Australia. Dal 1987 il monte Uluṟu è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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Vegemite: la crema salata a base di estratto di lievito di birra che fa impazzire (solo!) gli australiani.

La vegemite è una crema salata a base di estratto di lievito di birra talmente popolare tra gli australiani da essere considerata un po’ il “piatto nazionale”. Sostanzialmente si tratta di una crema spalmabile di colore marrone scuro generalmente usata su toast e sandwich per colazione o per merenda e solo occasionalmente utilizzata all’interno di minestre o simili. Per sapere cosa significhi la Vegemite per gli australiani basta recarsi in un qualsiasi supermercato del paese, li troverete verosimilmente una intera parete a scaffali gremita dei tipici vasetti di colore giallo.

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Vini australiani: i vini prodotti con moderne tecniche enologiche che ambiscono a competere con le tradizionali etichette europee.

L’Australia è oggi uno dei maggiori produttori di vino al mondo. La viticoltura si afferma nel paese a partire dalla fine del XVIII secolo quindi in epoca relativamente recente. Lo sviluppo dell’enologia australiana è stato infatti estremamente rapido ed efficiente, cosa questa che ha permesso ai vini del paese di raggiungere un ottimo livello qualitativo con in più anche un certo grado di tipicità. Le etichette australiane infatti, nei loro mercati di riferimento per l’export, Stati Uniti in testa, riescono talvolta a battersela alla pari con le ben più rinomate etichette italiane e francesi.

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